L'inizio del 2026 è stato segnato dall'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, l’ormai ex presidente del Venezuela e, vista la portata geopolitica dell'evento, i mercati finanziari globali hanno subito oscillazioni tra il 3 e il 6 gennaio 2026, per poi stabilizzarsi.
I principali titoli che ho analizzato per comprendere la reattività dei mercati sono:
1) Chevron Corporation, un'azienda petrolifera statunitense
2) Exxon Mobil Corporation, un’altra compagnia petrolifera statunitense
3) Oro fisico, principale asset “rifugio” in momenti di tensione
4) Bitcoin, asset considerato “rifugio” per la sua decorrelazione dai mercati finanziari tradizionali
5) Indice della borsa di Caracas (IBVC)
6) Azionario cinese, iShares MSCI China ETF in USD
Le due aziende petrolifere statunitensi hanno visto il prezzo delle loro azioni salire rapidamente, riflettendo la visione degli investitori su un imponente piano di ammodernamento dei pozzi venezuelani e, di conseguenza, una crescente produzione di petrolio.
Il dubbio che l'operazione potesse innescare ulteriori conflitti, ha creato un fenomeno di correlazione positiva tra oro e bitcoin in quanto gli investitori, in momenti di tensione geopolitica, tendono ad orientarsi verso i cosiddetti “beni rifugio”.
Infine, a risentire in modo più diretto del blitz americano sono stati il Venezuela stesso e la Cina, storicamente alleata del paese sudamericano.
La borsa venezuelana, normalmente depressa, ha vissuto un rally frenetico: l'indice IBVC ha registrato balzi giornalieri fino al +50%, mentre i titoli di stato nazionali sono diventati oggetto di speculazione da parte di hedge fund globali, che vedono nel “nuovo corso” il primo passo per una ristrutturazione del debito garantita dal Fondo Monetario Internazionale.
La Cina invece ha condannato fermamente questa operazione, temendo per la sicurezza dei suoi investimenti petroliferi e per il recupero di decine di miliardi di dollari in crediti. L’azionario cinese ha reagito con una cauta stabilità, rimanendo sostanzialmente invariato, evidenziando come il mercato stia metabolizzando lo shock.
In Sintesi
Il recente arresto di Nicolás Maduro, da parte delle forze statunitensi, ha innescato una violenta scossa sui mercati globali, oscillando tra l'entusiasmo speculativo e il timore di crisi diplomatiche.
La borsa di Caracas ha vissuto un rally storico guidato dalla speranza di una ricostruzione economica, alcune delle principali aziende petrolifere locali hanno subito un immediato apprezzamento e la domanda di “beni rifugio” ha rispecchiato l'incertezza generale del momento.
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