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Indice

  1. Cosa sono gli ETF? 
  2. ETF vs fondi comuni 
  3. Tipi di ETF 
  4. Vantaggi 
  5. Rischi 
  6. Errori comuni  

1. Cosa sono gli ETF?

Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo d’investimento quotato in borsa che replica l’andamento di un indice, un settore o una materia prima. Può essere visto come un grande contenitore che raccoglie molti titoli diversi, come azioni o obbligazioni, tutti legati tra loro da un criterio comune. Acquistando una sola quota di un ETF, l’investitore ottiene immediatamente una diversificazione: non sta comprando una singola azione, ma una quota di tutti i titoli contenuti nel fondo. Questo permette di ridurre il rischio legato ad eventi negativi su un singolo titolo, perché eventuali perdite sono compensate all’interno dello strumento ETF. 

2. ETF vs fondi comuni 

La tabella in foto mette in evidenza le principali differenze tra ETF e Fondi Comuni su alcune caratteristiche chiave. Gli ETF risultano generalmente più economici, con costi bassi e una trasparenza elevata, poiché mostrano quotidianamente i titoli che contengono. Offrono anche un’alta liquidità, essendo sempre comprabili e vendibili in borsa, e una buona efficienza fiscale, grazie alla loro struttura generalmente passiva.I fondi comuni, invece, hanno generalmente una diversificazione elevata o bassa a seconda della strategia del gestore, la loro liquidità è buona e la negoziabilità avviene solo al valore della quota di fine giornata. La trasparenza e l’efficienza fiscale dipendono anch’esse dalla strategia del fondo, rendendoli meno immediati da gestire. 

3. Tipi di ETF 

Esistono molti tipi di ETF che si distinguono in base ai titoli sottostanti. I più comuni sono gli ETF azionari che investono in azioni e gli ETF obbligazionari che investono in titoli di Stato o obbligazioni societarie. Esistono poi ETF sulle materie prime, come oro o petrolio, e altri che si concentrano su uno specifico Paese, su un settore o su un’area geografica, ad esempio solo tecnologia o solo Europa. Altri, infine, investono in tutto il mondo e permettono una diversificazione molto ampia con un solo strumento.

I settori tematici sono: 

Tecnologia Sanità

EnergiaBeni di consumo 

Ambiente

e molti altri.

Un’ulteriore distinzione da fare riguarda il tipo di gestione adottata dall’emittente.

Esistono quindi ETF gestiti passivamente o attivamente e la differenza risiede nel livello di operatività e nella dinamica di selezione dei titoli sottostanti.

Gli ETF a gestione passiva replicano un indice di riferimento, come ad es. l’S&P 500 americano o il FTSE MIB italiano. La loro composizione è quindi determinata automaticamente dall’indice e le modifiche ai titoli avvengono solo quando l’indice stesso viene aggiornato. Questo approccio comporta costi generalmente più contenuti e una maggiore prevedibilità dei rendimenti rispetto al mercato di riferimento. 

Gli ETF a gestione attiva, invece, prevedono l’intervento continuo di un gestore che seleziona e modifica i titoli sottostanti in base a valutazioni di mercato, analisi economiche o strategie d’investimento specifiche. Questo approccio ambisce ad ottenere performance superiori all’indice di riferimento, ma comporta costi di gestione più elevati e una maggiore complessità operativa.In sintesi, la scelta tra gestione attiva e passiva influenza non solo il potenziale rendimento e il rischio dell’ETF, ma anche i costi e la trasparenza dell’investimento.

4. Vantaggi 

Gli ETF sono strumenti molto apprezzati perché: permettono di investire in modo semplice ed efficiente, in quanto sono strumenti facili da comprare e vendibili in ogni momentocon un solo acquisto si può ottenere un’ampia diversificazione, riducendo il rischio legato a detenere singoli titoli i costi di gestione sono generalmente bassi, il che aiuta a migliorare il rendimento nel lungo periodooffrono un alto livello di trasparenza, dal momento che si sa sempre in cosa si sta investendo 

5. Rischi 

Gli ETF sono strumenti molto interessanti ed efficienti, ma non privi di rischi.

I rischi principali includono: 

Volatilità: il valore dello strumento può variare imprevedibilmente; più un ETF è volatile, più è rischioso e auspicabilmente remunerativo

Rischio di mercato: gli ETF risentono della dinamica generale dei mercati; se il mercato scende, lo strumento si muoverà di conseguenza

Rischio di valuta: qualora lo strumento sia denominato in una valuta estera, si accetta il rischio di deprezzamento di questa valuta rispetto all’Euro 

Rischio di concentrazione: se lo strumento è focalizzato su pochi titoli, può risultare più sensibile ad oscillazioni di questi titoli  

6. Errori comuni 

  1. Comprare un ETF senza sapere che titoli detiene all’interno
  2. Spesso si acquista un ETF solo guardando il nome o i rendimenti passati, senza capire quali titoli ci siano dentro. In questo modo si rischia di investire in settori, paesi o aziende non coerenti con i propri obiettivi o con il proprio profilo di rischio.
  3. Controllare il prezzo ogni giorno. Essendo strumenti pensati soprattutto per investimenti di medio-lungo periodo, guardare il prezzo ogni giorno porta solo stress e spesso spinge a prendere decisioni sbagliate, come vendere nei momenti di ribasso per paura. Le oscillazioni di breve periodo sono normali e non dovrebbero influenzare la strategia di investimento.
  4. Acquistare ETF simili. Comprare più ETF che investono negli stessi mercati o negli stessi settori è inefficiente, perché si finisce per avere più strumenti che si comportano nello stesso modo. È più opportuno detenere nel proprio portafoglio pochi ETF, scelti con attenzione e con strategie diverse.

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