Da oggi, 11 febbraio, in Cina ha inizio l’anno del Drago.
Secondo la tradizione, questa creatura mitica simboleggia potere, prosperità e felicità. L’auspicio è che sotto i suoi influssi il nuovo anno possa rappresentare un punto di svolta per l'economia cinese, che da tempo attraversa una fase complessa a causa della crisi dell’immobiliare, del calo nelle esportazioni e nella fiducia degli investitori esteri.
La politica del governo centrale, denominata “comune prosperità”, mira a fare maggiore affidamento sulla capacità economica interna e le autorità di Pechino hanno in rampa di lancio numerose misure di sostegno, tra le quali:
- un regolamento più semplice per l’acquisto di un immobile,
- l’allentamento della politica monetaria,
- garanzie sui debiti delle amministrazioni locali.
Se il governo decidesse di proseguire in questa azione di stimolo dell’economia, potremmo assistere a iniezioni di liquidità o anche ad una spinta alle istituzioni affinché sostengano il mercato locale, così da ripristinare la fiducia degli investitori.
A trarne i maggiori benefici sarebbero i settori prediletti dal governo ossia la green economy, i semiconduttori e il tech.
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