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Il "risiko" delle banche italiane entra nel vivo.

Il Consiglio di Amministrazione di Monte dei Paschi di Siena si è riunito per analizzare da vicino le due grandi opzioni sul tavolo: l'Offerta Pubblica di Scambio (OPS) di Intesa e la proposta di "fusione tra pari" avanzata da Banco BPM.

Il verdetto del board senese ha delineato scenari ben precisi.

1. Perché MPS frena sull'offerta di Intesa Sanpaolo

Secondo il management di MPS, il corrispettivo proposto da Intesa sottovaluta la banca.

In particolare, il CdA ha evidenziato che:

  1. Premio troppo basso: Il valore offerto agli azionisti incorpora un premio inferiore alla media di quanto visto nelle recenti offerte pubbliche nel settore bancario italiano.
  2. Mancato premio di controllo: La proposta non riconosce una remunerazione adeguata per l'acquisizione del controllo del gruppo.
  3. Sinergie sottostimate: Il maggior valore attribuito a Monte dei Paschi rappresenta soltanto una quota marginale dei reali benefici strutturali e finanziari (sinergie) che l'operazione genererebbe per Intesa.

A fare da scoglio è anche la struttura dell'operazione: l'amministrazione di MPS non vede di buon occhio il piano ipotizzato da Intesa, che prevede la cessione di parte della rete a Unipol e BPER.

2. L'alternativa Banco BPM: tutelare l'identità e la rete

Di contro, il CdA di MPS ha aperto in modo deciso alla proposta di Banco BPM, ritenendola meritevole di un approfondimento "completo e rigoroso".

A differenza di Intesa, secondo MPS, la visione di Banco BPM punta a un progetto fondato sulla valorizzazione dell'intero perimetro del Monte, senza prevedere la disgregazione delle sue attività, della rete distributiva o del marchio.

3. La replica di Intesa: la parola passa agli azionisti

Nonostante le riserve del board senese, Intesa Sanpaolo tira dritto per la sua strada. Dal gruppo torinese hanno infatti ribadito un principio fondamentale: l'OPS è rivolta direttamente agli azionisti di MPS.Di conseguenza, la validità dell'offerta prescinde dalle valutazioni o dai pareri espressi dal Consiglio di Amministrazione, lasciando l'ultima parola al mercato. 


Secondo voi chi la spunterà? 

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