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Gli ETF sono fondi di investimento quotati in Borsa che si comprano e si vendono proprio come un’azione.

Tra le varie caratteristiche di questi strumenti, una distinzione fondamentale risiede nello stile di gestione adottato dalla società, che può essere attivo o passivo. 

Gli ETF passivi sono nati per replicare un benchmark o un indice di riferimento. Da diversi anni sono nati anche gli ETF “attivi” che non tendono solo a replicare l’indice ma cercano di superarlo.


Gli ETF ATTIVI offrono infatti la possibilità di ottenere rendimenti superiori al benchmark tramite un’attenta selezione di titoli operata da un team di gestione.

Quali sono i principali vantaggi di questi ETF attivi?

1)Mirano a battere il mercato con l’ausilio di gestori dedicati

2)Rispetto ai fondi comuni di investimento, il portafoglio dei titoli all’interno degli ETF attivi può essere monitorato giornalmente

3)Mantengono le commissioni inferiori rispetto ai fondi comuni di investimento anch’essi a gestione attiva.

Alcune possibili controindicazioni sono invece:

1)La performance dipende non solo dall’andamento dell’indice ma anche dalla capacità dei gestori

2)Alcuni ETF attivi si concentrano su strategie complesse, il che può aumentare la volatilità o ridurre la liquidità.


Gli ETF PASSIVI offrono costi di gestione più bassi rispetto agli Attivi.

Uno dei vantaggi degli ETF Passivi,  è che le commissioni di gestione sono ridotte rispetto agli altri ETF attivi, spesso tra lo 0,05% e lo 0,30% all’anno.

Un possibile svantaggio di questi ETF Passivi risiede nel fatto di dover mantenere gli investimenti anche di fronte a crisi comprovate, con conseguenti ripercussioni sul controvalore investito. 


Tu ti affideresti ad un ETF attivo o passivo? 

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