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Ne avrete sentito parlare ovunque, ma proviamo a fare un po’ di ordine.

Negli ultimi giorni il sistema bancario italiano è stato scosso da quella che sembra una partita a scacchi tra Intesa e Banco BPM, con in palio il destino di MPS (Banca Monte dei Paschi di Siena).


1) La mossa difensiva di BPM e la contromossa d’Intesa 

Nella giornata del 7 Giugno Banco BPM ha fatto la prima mossa proponendo a MPS una fusione alla pari. Questa è stata fatta per giocare d’anticipo nei confronti d’Intesa in modo da farla desistere dal presentare la sua offerta.  Nella tarda serata però è arrivata la contromossa da parte di Intesa San Paolo lanciando un’OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) nei confronti della banca toscana.

Secondo alcune indiscrezioni, Intesa stava lavorando già da mesi a questa operazione con un piano industriale ben preciso, è per questo che si parla di mossa difensiva da parte di BPM.

Intesa ha effettuato un’offerta piuttosto ricca, valutando MPS intorno ai 30,6 miliardi di euro, quindi con un premio del 12,5% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Venerdì 5 Giugno.

Questa proposta è composta da un mix di azioni Intesa di nuova emissione e cash (1,6 azioni Intesa + 1€ per ogni azione posseduta dagli azionisti di MPS).


2) Il “Patto” con Unipol per superare l’Antitrust

Un’acquisizione di MPS da parte della sola Intesa verrebbe immediatamente bloccata dall’Antitrust per eccessiva concentrazione di mercato sul territorio italiano. Per questo Intesa ha stretto un accordo preventivo con Unipol per la spartizione di MPS.

  1. A Unipol: andrà il marchio MPS (filiali ed attività operative principali), il cui piano è fonderlo con BPER Banca (banca di cui Unipol è principale azionista) per creare un nuovo grande gruppo che prenderebbe il nome di Banca Monte dei Paschi.
  2. A Intesa San Paolo: resterà il vero “bottino”, si terrà Mediobanca (acquisita recentemente da MPS) e, soprattutto, la quota di circa il 13% che Mediobanca stessa possiede in Generali, con l’intento di diventare il maggior azionista di quest’ultimo istituto. Quindi, se Intesa San Paolo dovesse uscirne vittoriosa, diventerebbe il secondo gruppo bancario per capitalizzazione a livello Europeo.


3) La Questione Geopolitica

Qui potrebbe entrare in gioco il vero retroscena. Per l’Italia l’opzione Banco BPM-MPS potrebbe essere la più scomoda o la meno gradita. Infatti, dietro il banco milanese aleggia l’ombra di Crédit Agricole (primo azionista di BPM) e il Governo italiano vedrebbe con diffidenza un’operazione che rischia di far finire MPS (salvata dallo stato qualche anno fa) nelle mani di un gruppo francese. Inoltre, Generali è il maggior investitore nel debito pubblico italiano, per cui l’asse Intesa-Unipol risulterebbe una soluzione preferibile in quanto sarebbe al 100% italiana.


4) Cosa cambierebbe per il sistema e per i correntisti?

Se l’operazione andasse in porto, il sistema bancario italiano vedrebbe la nascita del tanto invocato “3° Polo”, dalla fusione di MPS e BPER (sotto la regia di Unipol), subito dietro a Intesa ed Unicredit. Mentre Intesa San Paolo consoliderebbe il suo dominio nel settore bancario italiano.

  1. Per il sistema economico significa avere banche più grandi, solide e resistenti agli shock. 
  2. Per i correntisti la medaglia ha 2 facce: da un lato maggiore solidità degli istituti, dall’altro maggiore concentrazione del sistema bancario a livello italiano, che potrebbe significare meno scelta e condizioni più sfavorevoli.


E voi cosa ne pensate?

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