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Crypto e Banche: Inizia la nuova era degli Asset Digitali 

Per anni, il mondo delle criptovalute è stato visto come un vero e proprio Far West: grandi opportunità, zero regole e tantissimi rischi.

Fino a ieri, investire in questo mercato significava affidarsi a piattaforme esterne (sperando non fallissero all'improvviso) o a dover gestire in totale autonomia tramite dispositivi offline (il famoso cold storage” = chiavetta), con il terrore costante di smarrire le chiavi d'accesso e perdere tutto.

Oggi le regole del gioco sono cambiate.

Il nuovo Sceriffo: Il Regolamento MiCA

L'Europa ha deciso di mettere ordine approvando il MiCA, una legge che spazza via l'improvvisazione. La novità più importante è la nascita dei CASP (Crypto-Asset Service Provider).

In parole semplici? Per operare, non basteranno più i vecchi e blandi controlli antiriciclaggio. Ora le piattaforme dovranno rispettare requisiti di capitale minimi, standard informatici elevatissimi e garantire la segregazione del patrimonio: i tuoi asset digitali dovranno essere tenuti separati dai fondi dell'azienda. Se la piattaforma fallisce, le tue crypto sono intoccabili. Chi non si adegua, chiude.

A dimostrare che la rivoluzione è già iniziata ci ha pensato Banca Sella, che ha appena completato l'iter con i regolatori (Banca d’Italia) per offrire il servizio di custodia di asset digitali. Questo significa che, a breve, si potranno detenere le proprie criptovalute nell'infrastruttura blindata della banca, con tutele molto simili a quelle di un tradizionale conto titoli.

Questa novità sta dividendo gli investitori:

I "Puristi": storcono il naso. Le crypto sono nate in ottica di disintermediazione dagli istituti bancari tradizionali e sembra invece, con questo regolamento, farle rientrare in quel mondo. Hanno ragione a dire che si perde un po’ di indipendenza, ma senza istituzioni regolamentate questo mercato non arriverà mai al grande pubblico.

I Risparmiatori: festeggiano. Finalmente chi ha sempre voluto avvicinarsi a questo mondo può farlo senza l'ansia degli “hacker” o del fallimento della piattaforma, appoggiandosi a strutture solide.

Il futuro è ibrido. Non esiste più un solo modo di investire in digital asset.

Chi vuole il controllo totale (accettandone le responsabilità) continuerà a usare i propri wallet privati.

Chi cerca la sicurezza istituzionale, ora avrà le banche pronte ad accoglierlo.


E tu da che parte stai? Preferisci il controllo totale o la sicurezza di una banca?

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