Nel 1994, due giovani studenti di ingegneria elettronica alla Stanford University, David Filo e Jerry Yang, creano un database per tenere traccia dei portali web che offrono informazioni sui loro hobby, dando vita alla "Jerry and David's Guide to the World Wide Web". Nel giro di pochi giorni la guida diventa virale, tanto da spingere Yang e Filo a compiere un ulteriore passo in avanti.
Nell’aprile del 1995 i due studenti fondano una società e creano il loro dominio: nasce www.yahoo.com, con un investimento iniziale di 2 milioni di dollari.
Nel 1996, dopo un solo anno di attività, il sito raggiunge un milione di contatti e la società raccoglie un investimento di 3 milioni di dollari da parte di Sequoia Capital. In seguito, Yahoo! amplia i propri servizi, lanciando Yahoo! Mail e Yahoo! Search, un motore di ricerca che prima del successo di Google ha dominato il mercato. Nell’aprile dello stesso anno la società si quota al Nasdaq con un prezzo iniziale 13 dollari.
Nel 1998 la società rifiuta di acquistare la licenza della tecnologia di quello che oggi è Google, per un milione di dollari, e consiglia ai due fondatori di affidarsi a Sequoia.
Nel 1999, per migliorare i servizi offerti agli utenti, il management di Yahoo! decide di utilizzare gli utili prodotti dall'azienda per comprare alcune startup e spende oltre cinque miliardi di euro per Broadcast.com, un hub digitale per radio online che si rivela un flop
Nel 2000 il titolo raggiunge i 118 dollari, ma la bolla finanziaria del ridimensiona il prezzo a 8 dollari per azione.
Nel 2005, con l’acquisizione del 40% di Alibaba per un miliardo di dollari, riesce a riprendersi.
Nel 2008 Microsoft tenta la scalata a Yahoo! offrendo 44 miliardi di dollari, ma il consiglio di amministrazione rifiuta, ritenendola insufficiente. Microsoft tenta un nuovo attacco, aumentando l'offerta di altri cinque miliardi (per un'offerta complessiva di poco inferiore ai 50 miliardi di dollari), ma anche in questo caso viene respinta. Il mercato non reagisce bene ai rifiuti di Yahoo!: le azioni del colosso del web crollano in Borsa e Jerry Yang (con molti altri dirigenti) sono costretti alle dimissioni.
Nel luglio del 2013, per far fronte alla crisi, viene assunta Marissa Mayer, che grazie all’acquisizione di Tumblr porta Yahoo! a diventare il portale più visitato degli Stati Uniti, superando anche Google e Facebook. Un successo momentaneo, ma che sembra di buon auspicio per il futuro: a giugno 2015 i numeri di Yahoo! parlano di sette miliardi di pagine visitate con oltre settecento milioni di visitatori unici, anche se dal punto di vista finanziario si verifica un crollo dei ricavi del 90%, attestandosi a ventuno milioni di dollari.
Nel 2016, dopo un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della società, il consiglio di amministrazione decide di mettere l’azienda sul mercato. Viene acquistata da Verizon per una cifra vicino ai 5 miliardi di dollari.
Nel 2021 Verizon Media viene acquisita da Apollo Global Management, società di investimento americana e riprende il nome di Yahoo!
28 aprile 2022
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